¡Viva la vida! – Pino Cacucci: un racconto breve ma intenso che racchiude l’essenza della vita di una grande donna come Frida Kahlo.

¡Viva la vida!

¡Viva la vida!TITOLO: ¡Viva la vida!

AUTORE: Pino Cacucci

EDITORE: Feltrinelli

PREZZO: € 7.00 cartaceo; € 4.99 ebook

 

RECENSIONE:

¡Viva la vida! è sostanzialmente un monologo che ripercorre gli anni tormentati di Frida Kahlo a partire da quel maledetto 17 settembre 1925 in cui la morte ha fatto visita alla donna dopo un disastroso incidente in autobus, devastando completamente il suo corpo. Nessuno credeva che sopravvivesse ma con un urlo straziante di dolore e di rabbia Frida Kahlo ha invocato il suo ¡Viva la vida! allontanando la morte.

“E poi, un giorno, ho ripreso a camminare. Un miracolo, hanno detto tutti. No, macchè miracolo. La vita aveva scelto di assassinarmi lentamente, anche riprendere a camminare faceva parte del lento morire di ogni giorno. Perché la vita che tanto amavo mi negava il diritto di dare la vita”

In questo breve racconto è racchiusa la vera essenza di ciò che è stata la vita di Frida Kahlo. Una vita tormentata, una vita che non le ha mai fatto sconti. Una vita di dolore, solitudine e sofferenze, ma nonostante tutto con le unghie e con i denti lei ha sempre lottato per quella vita.

Pur essendo un’opera di fantasia, Cacucci è riuscito con un monologo introspettivo e crudo a dare voce alle sofferenze di una donna che ha vissuto negli anni della rivoluzione messicana al fianco di una figura molto importante per il movimento politico comunista di quegli anni: il pittore Diego Rivera.

Diego che è stato il suo grande amore ma anche la sua più grande sofferenza. Un amore che definirei viscerale e, permettetemi il termine, anche un po’ malato. Un amore fatto di tradimenti, continui e devastanti, basti pensare al tradimento con l’amata sorella di Frida, Cristina. Ma nonostante tutto Frida non riusciva a non amare quell’uomo traditore e così brutto da definirlo “rospo”. Tradimenti che poi arrivano a diventare reciproci ma questo non frena comunque l’amore che legava i due.

“Tu sempre in giro a caccia di puttane d’alto bordo e dollari da buttare dalla finestra non appena li incassavi, e io chiusa in albergo a dipingere l’inferno della mia solitudine”

Amando molto la pittura ho apprezzato molto come Cacucci sia riuscito a far emergere cosa voleva veramente dire per lei dipingere. Dipingere se stessa era un po’ come sfuggire alla morte, sfuggire alla solitudine e al dolore.

“Io dipingo me stessa. Il mio dolore. Il mio lottare e sconfiggere la Pelona ogni giorno, ogni ora, ogni istante.”

Ho trovato molto interessante questo libro, non avendo molte nozioni su questa famosa pittrice per me è stata un’ottima fonte di informazioni che mi ha acceso l’interesse per questo personaggio così singolare.

Ovviamente non vi aspettate di trovare notizie non note, perché qui abbiamo la più basilare biografia, sotto forma di monologo della pittrice, seguito poi da una parte più dettagliata degli eventi della sua vita quindi se cercate dati e informazioni più segrete o nascoste questo libro non fa per voi ma se volete leggere qualcosa per avere le basi di conoscenza su Frida Kahlo è un ottimo inizio.

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Federica

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