L’invenzione della solitudine – Paul Auster: due libri in uno in cui l’autore prima parla con l’occhio di figlio e poi con l’occhio di padre.

L’invenzione della solitudine

l'invenzione della solitudineTITOLO: L’invenzione della solitudine

AUTORE: Paul Auster

EDITORE: Einaudi

PREZZO: € 10.00 cartaceo; € 6.99 e-book

 

RECENSIONE:

Il libro si compone di due scritti. Il primo, intitolato Il ritratto di un uomo invisibile, è una meditazione sulla scomparsa del padre, scritta qualche settimana dopo la sua morte. Nel secondo scritto, intitolato Il libro della memoria, l’autore sposta la sua attenzione dalla sua identità di figlio a quella di padre: riflette sulla condizione solitaria dello scrittore e prova a immaginare quella che sarà fatalmente la separazione dal figlio che cresce.

Avevo moltissime aspettative su questo libro avendo sentito e letto in giro, sul web, solo che recensioni positive. Purtroppo però queste aspettative non sono state del tutto soddisfatte.

La prima parte è stata indubbiamente quella che ho preferito. Ho sicuramente fatto fatica ad ingranare con lo stile di Auster ma dopo poche pagine mi sono totalmente immersa nella sua storia, narrata con gli occhi di figlio. La sua infanzia e la sua vita da adulto non sono state facili anche, e forse soprattutto, a causa di un rapporto particolare col padre. Auster non si è mai sentito considerato, non si è mai sentito abbastanza e non si è mai sentito apprezzato da suo padre e quando le persone che ti hanno generato e cresciuto non ti amano a sufficienza è dura, è veramente dura.

Con la seconda parte mi immaginavo un’ulteriore ascesa, un capolavoro perché “se la prima parte è stata così bella, la seconda, dedicata a suo figlio, sarà spettacolare”. Beh, non è andata proprio così. Il libro della memoria mi ha proprio annoiato: mi ha annoiato così tanto che ho preso sonno leggendo, più di una volta. Improvvisamente Auster dalla prima persona passa all’utilizzo della terza e quello che scrive sembra una sorta di brainstorming, un’associazione di idee senza un apparente filo logico. Ho fatto veramente fatica a proseguire nella lettura. Non mi capita quasi mai di voler abbandonare un libro ma questa volta ci sono andata molto vicina. Credo di aver resistito semplicemente per la sua brevità: 179 pagine.

Mi trovo veramente in difficoltà a dare una valutazione a questo libro e nel decidere se consigliarvi o meno la sua lettura. Credo che il tutto sia fortemente influenzato dalla prima parte che mi è piaciuta veramente molto (e che purtroppo conta di sole 70 pagine) ma a pensarci bene, per la seconda parte, potrei essere io la capra che non ha capito la profondità dello scritto.

In sintesi sì, vi consiglio la lettura de L’invenzione della solitudine perché la prima parte mi ha toccato il cuore e mi ha fatto commuovere. Leggetelo e poi potremo confrontarci sulla seconda parte, magari potrei sentirmi meno sola!

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A presto lettori,

erigibbi

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