La moglie innocente – Amy Lloyd: un thriller che parla di una vita coniugale piuttosto anomala dove l’inquietudine la troviamo solo a sprazzi.

La moglie innocente

la moglie innocenteTITOLO: La moglie innocente

AUTORE: Amy Lloyd

EDITORE: Newton Compton

PREZZO: € 10.00 cartaceo; € 2.99 e-book

 

RECENSIONE:

Dennis Danson, vent’anni fa, quando era ancora un ragazzino, viene ritenuto colpevole per l’omicidio di una bambina nella contea di Red River, Florida. Verrà ritenuto, dall’opinione pubblica, anche il colpevole per la sparizione, sempre a Red River, di numerose ragazze mai ritrovate. Sam, dall’Inghilterra, è ossessionata dalla storia di Dennis e si ritrova, in maniera compulsiva, a seguire social e documentari sul caso. Lei fa parte del movimento di protesta che ritiene Dennis innocente. Inizia a scrivergli numerose lettere a cui il detenuto risponde sempre con più piacere.

I due, dopo una relazione epistolare, dove si dichiarano sentimenti d’amore, decidono di incontrarsi. Sam, lascia la sua vita inglese e va in America e va a far visita in carcere a Dennis e in breve tempo Dennis le chiede di sposarlo. È proprio in carcere, dove tutto è iniziato, che i due si sposano, dopo che la troupe che sta girando la serie tv regala a Sam l’anello di fidanzamento.

Grazie a nuove prove e a nuove confessioni, e dopo una serie tv sul caso che dovrà uscire, con nuovi indizi, Dennis verrà scarcerato. Il suo caso viene così ritenuto uno dei più gravi errori giudiziari. La vera vita di coppia però non sembra prospettarsi così allettante come pensava Sam.

Parto con il dire che a mio modesto parere questo non è un vero thriller. Non sono una gran esperta del genere, ne leggo qualcuno ogni tanto e solitamente mi prendono parecchio sin dalle prime pagine. Qui mi sono trovata di fronte ad una storia coniugale piuttosto monotona e noiosa. Sì, è vero, ogni tanto i comportamenti di Dennis insospettiscono, ma non creano quell’aura di mistero e ansia che dovrebbe essere la base di un thriller. Leggendo la trama mi aspettavo una storia totalmente diversa. Pensavo di trovare l’inquietudine di una donna che vive al fianco di un uomo che la spaventa, invece la moglie qui inizia a temere Dennis solo verso la fine del romanzo. Per le prime 150 pagine lei è in completa adorazione del marito, nonostante effettivamente non lo conosca davvero.

Sam aveva provato ripetutamente a spiegarle l’errore giudiziario, le aveva raccontato quanto fosse gentile Dennis, del gruppetto di amici che frequentava, felicissimi per lei. «È assurdo. Non lo conosci per nulla!», aveva ribattuto la madre. «Si chiama Dennis», aveva risposto lei. «Non cambia nulla se è colpevole o no». «Certo che sì!». «Sta in prigione lo giustizieranno!». Il modo in cui lo disse ferì Sam.

Voi capite bene che se in un thriller di 250 pagine nelle prime 150 la cosa più sospetta che accade è che il marito non vuole fare sesso con la moglie, l’interesse per la storia viene un po’ a scemare. Devo però dare atto alla Lloyd di saper scrivere in modo molto scorrevole perché altrimenti non sarei mai riuscita a terminare questo libro.

L’inquietudine che mi aspettavo inizia a far capolino verso la fine del romanzo e lascia il lettore con l’ansia ma solo per il tempo di qualche pagina qua e là. Per questo motivo per me La moglie innocente non è un thriller ma più un minestrone di generi tra thriller, horror e romance. Troviamo inoltre scene splatter, penso inserite con l’intento di rendere la storia più interessante, che però risultano controproducenti allo scopo rendendo il romanzo davvero di cattivo gusto.

Ho detestato entrambi i protagonisti da subito, Sam risulta essere davvero insulsa e senza un minimo di spina dorsale. Dennis, per quanto la descrizione della sua brutta infanzia con un padre violento possa sulle prime intenerire, riesce comunque a farsi odiare. Anche i personaggi di contorno sono molto caricaturati e poco credibili. Unico punto a favore di questa storia è sicuramente l’ambientazione della vecchia casa di Dennis, dispersa in mezzo al bosco, che è stato forse l’unico motivo di ansia in tutto il romanzo.

Girano un sacco di voci da queste parti. Fossi in lei mi chiederei come mai è voluto tornare in un posto dove lo odiano tutti, quando sarebbe potuto andare ovunque voleva.

Durante tutta la lettura, ho avuto l’impressione di non cogliere quale fosse davvero il punto focale della storia. Anche dopo averlo terminato, non so bene quale sia davvero stato il vero caso seguito in questa storia. Inoltre nel finale, le vicende, sia passate che presenti, non vengono ben spiegate dando al lettore la soddisfazione di aver finalmente sbrogliato il bandolo della matassa. No, vengono date spiegazioni molto allusive e con significati sottintesi che però non danno una buona visione della storia, di quello che realmente è accaduto. Per tutti questi motivi La moglie innocente è un totale no. Forse mi aspettavo troppo, fatto sta che ne sono rimasta davvero delusa.

non è te che aspettavo

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A presto lettori,

Federica

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