Aurora nel buio – Barbara Baraldi: un thriller tutto italiano, dall’autrice all’ambientazione, in cui la protagonista soffre di un disturbo bipolare.

Aurora nel buio

aurora nel buioTITOLO: Aurora nel buio

AUTORE: Barbara Baraldi

EDITORE: Giunti

PREZZO: € 10.00 cartaceo; € 6.99 e-book

 

RECENSIONE:

Aurora Scalviati era la migliore, fino al giorno di un conflitto a fuoco, quando un proiettile ha raggiunto la sua testa.

Da allora, la più brava profiler della polizia italiana soffre di un disturbo bipolare che cerca di dominare attraverso farmaci e sedute clandestine di elettroshock.

Quando per motivi disciplinari Aurora viene trasferita in una tranquilla cittadina dell’Emilia, si trova di fronte a uno scenario diverso da come lo immaginava: una donna viene uccisa la notte del suo arrivo, il marito è scomparso e l’assassino ha rapito la loro bambina, Aprile, di nove anni.

Su una parete della casa c’è una scritta tracciata col sangue della vittima: “Tu non farai alcun male”.

Aurora è certa che si tratti dell’opera di un killer che ha già ucciso in passato e che quella scritta sia un indizio che può condurre alla bimba, una specie di ultimatum. Ma nessuno la ascolta così Aurora si trova ad essere costretta ad agire al di fuori delle regole, fidandosi del proprio intuito.

«Non credo ai detti popolari» disse Aurora, facendo ruggire il motore. «Ma credo nella cattiveria degli uomini. È quella che uccide, non la superstizione.»

Aurora nel buio è il primo libro di una serie con protagonista Aurora Scalviati. Si tratta indubbiamente di un libro ben scritto, che è riuscito a tenermi incollata alle pagine per la maggior parte del tempo ma ci sono degli aspetti che non mi sono piaciuti.

Prima di tutto non sono riuscita ad empatizzare più di tanto con la protagonista, Aurora. Non sono riuscita ad affezionarmi, probabilmente perché non mi stava molto simpatica; inoltre la parte psicologica di questo libro non la trovo particolarmente corretta. Si dice che Aurora soffra di un disturbo bipolare; per renderla molto semplice un disturbo bipolare è un disturbo depressivo con episodi maniacali. La parte depressiva possiamo immaginare tutti in cosa consiste, la parte manicale consiste nell’avere un tono dell’umore elevato, eccitato, euforico. Aurora non ha mai dimostrato un solo episodio maniacale all’interno del romanzo. Un altro aspetto che non mi è piaciuto si è presentato subito all’inizio, quando la protagonista decide di ricorrere alle sedute di elettroshock. Non esiste, non è concepibile! Ovviamente la cosa è stata portata all’estremo dall’autrice ma è piuttosto inverosimile una cosa del genere. A parte questo, Aurora comunque non è riuscita ad entrarmi dentro; indubbiamente mi dispiaceva per il suo passato e anche per il suo presente non proprio roseo ma l’ho trovata esasperante, nonostante sia emersa nel corso di tutto il libro la sua bravura come poliziotta e profiler.

Nessun personaggio in realtà è riuscito ad entrare in sintonia con i miei gusti e con le mie emozioni, ed è un peccato.

Mi è poi risultata esacerbata anche la parte Piovani-Torrese. Poliziotto il primo, giudice il secondo, che decidono di ostacolare Aurora per il suo passato e che fanno di tutto per ostacolare la cattura di un serial killer. Non so quanto la cosa sia credibile. È chiaro che quando hai a che fare con un pluriomicida, sta nell’interesse di tutti catturare il vero colpevole, anche nel momento in cui i giornalisti diventano delle iene e anche nel momento in cui gli abitanti del paese sono terrorizzati. Che senso ha incarcerare un innocente quando comunque il serial killer può uccidere ancora?

Un altro aspetto che non mi è piaciuto è la parte ambientata nel passato, quasi fantascientifica rispetto alla vicenda ambientata nel presente. Credo che la storia di Aurora e gli omicidi potessero stare in piedi anche se non c’era la parte ambientata a Bononia nel 1349.

Aurora nel buio resta comunque un libro valido. È sicuramente un thriller scritto bene, un thriller dai toni incalzanti e serranti, un libro che cattura il lettore dalla prima pagina e questo non può che andare a suo favore. Tralasciamo il fatto che anche in questo caso avevo capito chi fosse il colpevole non appena è stato presentato, sarà un problema mio! Di per sè Aurora nel buio di Barbara Baraldi è stata una lettura piacevole nonostante abbia trovato qualche punto critico o qualche aspetto che non mi è piaciuto particolarmente per cui se vi piace il genere è un libro che vi consiglio.

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A presto lettori,

erigibbi

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2 Replies to “Aurora nel buio – Barbara Baraldi RECENSIONE

  1. Ciao Erigibbi, sono Barbara Baraldi e ho trovato il tuo tag su Facebook; ho presunto che ti facesse piacere un commento alla tua recensione. Piacere di conoscerti virtualmente.
    Mi dispiace che tu non abbia trovato un’affinità con nessuno dei personaggi, ma naturalmente è una questione di gusto personale e non è in discussione. Tuttavia, mi lasciano perplesse alcune tue affermazioni. Vado con ordine: Aurora è bipolare. Questo la porta ad avere episodi maniacali che si verificano per tutta la durata del romanzo, a partire dal modo in cui reagisce al momento della formazione della squadra, in cui si dimostra assolutamente instabile. Questi episodi si ripetono così tante volte nel romanzo che non è il caso di elencarli tutti, ma il fatto che mangia a malapena, non dorme, ed è assolutamente ossessionata dal caso ne è l’indicatore. Questo tipo di episodi non sono gli stessi per tutti coloro che soffrono di questa condizione, naturalmente, c’è chi risulta euforico e chi – come Aurora – ha un atteggiamento ossessivo.
    Riguardo l’elettroshock, ti stupirai nello scoprire che è una terapia ancora oggi in uso anche in Italia (ti invito a leggere questo articolo, per esempio https://goo.gl/8cxT4y) e persino su Youtube non faticherai a trovare addirittura dei video di persone che vi si sono sottoposte volontariamente come parte di un percorso terapeutico (un esempio: https://www.youtube.com/watch?v=W8Ypt-vKI2U). Affermare “Non esiste, non è concepibile” è certamente un azzardo: non lo è per te, probabilmente, e lo accetto, ma ci sono persone che prendono seriamente in considerazione la cosa. La verosimiglianza di ciò che scrivo è per me motivo di orgoglio: mi documento a lungo prima di intraprendere la scrittura.
    Riguardo alla questione Piovani-Torrese, mi trovo in forte disaccordo con te. Ti invito a documentarti su casi eclatanti in cui un innocente è stato processato, tralasciando qualsiasi altra pista (vedi il caso del Mostro di Firenze), o in cui un esponente delle forze dell’ordine è stato ostacolato nello svolgimento delle sue prerogative, come il giudice Falcone, sistematicamente intralciato da un giudice della corte di Cassazione (definito in seguito “Ammazzasentenze”) il quale, alla morte di Falcone, ha persino dichiarato che se l’era andata a cercare. Come vedi, ci sono casi in cui la realtà supera la fantasia. Ci tengo a sottolineare che Aurora nel buio è stato finalista al premio Fedeli, selezionato da una giuria di esponenti delle forze dell’ordine (poliziotti e magistrati) in virtù della sua aderenza alle procedure.
    Un caro saluto.

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