Chiamami col tuo nome – André Aciman: una storia d’amore travolgente dalle emozioni contrastanti rovinata purtroppo da scene inutili e poco delicate.

Chiamami col tuo nome

chiamami col tuo nomeTITOLO: Chiamami col tuo nome

AUTORE: André Aciman

EDITORE: Guanda

PREZZO: € 17.00 cartaceo; € 8.99 e-book

 

RECENSIONE:

Elio ha diciassette anni e come ogni estate un ragazzo americano verrà a passare l’estate nella loro villa. L’ospite di quest’anno si chiama Oliver un filosofo e scrittore che riesce a farsi amare da tutta la famiglia. Anche Elio subisce da subito il suo fascino. Tra un’alternanza di modi bruschi e maniere più affettate si ritrova, non senza tormento, a provare sentimenti forti verso Oliver. Sentimenti che spesso lo spaventano ma che allo stesso tempo lo fanno sentire bene, come se avesse davvero trovato la sua essenza, il suo posto nel mondo.

E così nei pomeriggi assolati e afosi si ritrovano entrambi a bordo piscina a parlare di molti argomenti, Elio essendo figlio di un professore universitario è molto colto per la sua età e riesce a mantenere discorsi piuttosto interessanti con il loro ospite. Suona il pianoforte e Oliver spesso lo ascolta assorto. Questo li avvicina parecchio e presto si ritrovano ad uscire spesso insieme in bicicletta o a fare una nuotata in mare. E ben presto quella strana attrazione che prova Elio non resterà a lungo un sentimento a senso unico.

Se avesse saputo, se solo avesse saputo che gli stavo dando l’opportunità di fare due più due e di ottenere un numero più grande di infinito…

Ho iniziato a leggere questo romanzo con le più grandi aspettative e con enorme curiosità, un po’ influenzata dalle numerose opinioni positive lette praticamente ovunque. Mio malgrado non ne sono rimasta particolarmente affascinata.

Ma andiamo con ordine. Per gli amanti come me dei libri con capitoli, se brevi anche meglio, storcerete un po’ il naso trovando un romanzo diviso in quattro grandi parti. Nessun capitolo. Ma poco male se il romanzo è bello.

La parte iniziale di questo romanzo l’ho trovata particolarmente lenta e prolissa. Infatti nell’intera prima parte saremo spettatori di un’infinità di elucubrazioni mentali, meditazioni e ansie varie del protagonista. Pensieri, tra l’altro, che rimangono più o meno invariati dall’inizio alla fine di questo primo lungo capitolo: la paura che gli altri capiscano quello che prova e la paura che Oliver invece non capisca i suoi veri sentimenti.

Con la seconda parte la situazione decolla e la storia tra i due ragazzi prende forma. Qua la narrazione è sicuramente più coinvolgente, sono riuscita ad entrare molto più nella storia e a provare le emozioni che Aciman descrive, emozioni a volte contrastanti e forti, tipiche di una storia d’amore potente e travolgente. Avrei adorato molto la storia d’amore tra Elio e Oliver se non fosse che puntualmente, quando entravo in empatia con i personaggi e provavo queste forti emozioni, mi ritrovavo senza rendermene conto in una scena dal dubbio buon gusto e totalmente inutile al racconto. E non correte a conclusioni affrettate, le scene che più mi hanno disturbato non sono quelle relative agli incontri sessuali tra i due giovani. Tutto questo mi ha rovinato e non poco la lettura. Tante volte mi sono chiesta perché? Perché inserire scene così brutte in una storia altrimenti così bella?

Arrivando alle ultime due parti, si ritorna alle lunghe riflessioni, a discorsi filosofeggianti di diversi nuovi personaggi che però non portano a niente se non quello di allungare un racconto a mio parere già rovinato in precedenza. Fortunatamente l’ultima parte però mi è piaciuta molto. Un finale profondo e struggente. Quello che mi sarei aspettata di trovare un po’ lungo tutto il romanzo ma che invece sono riuscita a percepire solo alla fine.

E come i vecchi seduti intorno alla piazzetta di fronte al memoriale del Piave, parleremo di due giovani che avevano trovato tanta felicità per qualche settimana e avevano passato il resto delle loro vite a intingere batuffoli di cotone in quella ciotola di felicità.

Chiamami col tuo nome è un romanzo ultimamente molto famoso anche grazie all’uscita del film nei cinema, ricco di belle frasi da sottolineare ma che nell’insieme non mi ha per niente convinta. Ovviamente, viste le tante opinioni positive, non mi sento di non consigliarvelo, nonostante a me purtroppo non sia piaciuto. Evidentemente non avrò saputo io interpretare nel modo giusto la narrazione di Aciman, che nonostante sia molto introspettiva e scorrevole non è riuscita ad emozionarmi.

Ma questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta.

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A presto lettori,

Federica

 

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