Senza movente – Flaminia P. Mancinelli: un libro che si divide tra l’Italia e la Francia e una numerosa serie di crimini, apparentemente senza movente.

senza movente

senza moventeTITOLO: Senza movente

AUTORE: Flaminia P. Mancinelli

EDITORE: Newton Compton Editori

PREZZO: € 9.90 cartaceo; € 2.99 e-book

 

RECENSIONE:

Nicola Serra, capitano dei carabinieri di Roma, è in vacanza in Bretagna con la compagna Marion quando i loro piani vengono sconvolti dalla morte di Jeanud Modan, amico della zia di Marion, Annie Danton, da lei considerata molto sospetta.

Contemporaneamente a Roma, nell’appartamento del capitano Serra, muore di overdose una ragazza che aveva una relazione con la collega di Serra, Sara Vittorini, e quest’ultima inizia a indagare sulla vicenda. La situazione precipita quando in Francia scompare anche la zia di Marion, Annie e a casa di Serra vengono trovate delle dosi di droga. Seguiranno, uno dopo l’altro, numerosi crimini, così la polizia francese con l’aiuto di Serra, in Normandia, e i colleghi dello stesso capitano, a Roma, inizieranno le indagini per quelli che sembrano essere crimini senza movente.

Senza movente, scritto da Flaminia P. Mancinelli, è stato pubblicato dalla casa editrice Newton Compton Editori. Quando lessi la trama di questo romanzo fui incuriosita dalle doppie indagini che si sarebbero svolte in parallelo in Normandia e a Roma. E devo dire che l’idea di base è molto valida, se fosse stata sviluppata diversamente.

Ho trovato le storie senza colpi di scena, molto lente e in molti punti mi hanno annoiata. Questo è probabilmente dovuto anche allo stile di scrittura, che non ho amato e che non è riuscito a catturarmi e farmi entrare nella storia. Non è mancata qualche caduta di stile:

Seguì qualche istante di silenzio, ma fu una pausa più breve delle precedenti, come se un foruncolo scoppiando e lasciando libero il pus di fuoriuscire, non permettesse più ad alcunché di frenarlo.

Grazie al cielo non stavo mangiando quando ho letto questa frase!

Ho apprezzato un po’ di più la parte francese, soprattutto per le descrizioni paesaggistiche e le usanze della Normandia. Al contrario, invece, nella parte “italiana” ho capito fin da subito il colpevole e il movente.

Anche le indagini le ho trovate in entrambi i casi poco veritiere: non penso che sia così facile nascondere la morte di una ragazza a casa del capitano dei carabinieri e mentire sul suo ritrovamento o che un gendarme permetta a una ragazza qualunque, per di più non del mestiere, di interrogare il colpevole rischiando di mandare a monte l’intera indagine e mettendo in pericolo lei stessa.

Anche i personaggi non mi sono piaciuti. Non ho capito la scelta del capitano Nicola Serra di restare in Normandia, nonostante quello che stava accadendo nella capitale metteva a rischio la sua posizione all’interno dell’arma. Ho trovato il tenente Vittorini insicura, fragile e con poca iniziativa. L’unica che per me ha portato una ventata di freschezza nel romanzo è la dottoressa Grazia Onori, che grazie alla sua esuberanza, simpatia e allegria rendeva la lettura più scorrevole ed era un sollievo quando leggevo le sue “entrate in scena”.

Senza movente è stato un romanzo da cui mi aspettavo di più e che invece mi ha delusa molto e proprio per questo non mi sento di consigliarvelo.

e poi sarà amoree poi sarà amore

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A presto lettori,

Giorgia

 

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