Una stanza piena di gente – Daniel Keyes: per la prima volta il tribunale emette per Billy Milligan una sentenza di non colpevolezza per infermità mentale

una stanza piena di gente

una stanza piena di genteTITOLO: Una stanza piena di gente

AUTORE: Daniel Keyes

EDITORE: Editrice Nord

PREZZO: € 19.00 cartaceo; € 9.99 e-book

 

RECENSIONE:

Il 27 ottobre 1977 la polizia di Columbus arresta il ventiduenne Billy Milligan con l’accusa di aver rapito, violentato e rapinato tre studentesse universitarie. Billy ha vari precedenti penali e contro di lui ci sono prove schiaccianti ma, durante la perizia psichiatrica richiesta dalla difesa, emerge una verità sconcertante: Billy soffre di un gravissimo disturbo dissociativo dell’identità. Nella sua mente «vivono» ben 10 personalità distinte, che interagiscono tra loro, prendono di volta in volta il sopravvento e spingono Billy a comportarsi in maniera imprevedibile.

Nel corso del processo si manifestano Arthur, 22 anni, che legge e scrive l’arabo; Danny, 14 anni, che dipinge solo nature morte; Ragen, 23 anni, iugoslavo, che parla serbo-croato ed è un esperto di karaté; Christene, 3 anni, che sa scrivere e disegnare, ma soffre di dislessia; e poi Allen, Tommy, David, Adalana e Christopher.

[…] una svolta storica, sia nel campo della legge sia in quello della psichiatria.

Billy rimane un rebus irrisolto fino a quando, durante il ricovero in un istituto specializzato, a poco a poco non affiorano altre 14 identità autonome, tra cui spicca «il Maestro», la sintesi della vita e dei ricordi di tutti i 23 alter ego.

Questo libro è la descrizione reale, fino a oggi, della vita di William Stanley Milligan: il primo individuo nella storia degli Stati Uniti a essere stato dichiarato non colpevole di gravi crimini per ragioni di infermità mentale, in quanto affetto da disturbo da personalità multipla o disturbo dissociativo dell’dentità.

Una stanza piena di gente è suddiviso in tre parti principali.

La prima parte, Il tempo della confusione, narra la storia di Billy a grandi linee prima che egli venga ricoverato e curato. In questa parte lo stile utilizzato da Keyes sembra quasi da “lista della spesa”: non è romanzato ma piuttosto telecronistico; trovo che questo stile si adatti molto bene a questo racconto, considerando anche il fatto che si tratta di un libro di non-fiction ma sicuramente può risultare pesante per molti lettori, io stessa ho fatto fatica in certi momenti a rimanere concentrata.

La seconda parte, Il Maestro, narra l’intera storia di Billy. Il Maestro infatti è colui che ha permesso la stesura del libro: solo lui è in grado di ricordarsi qualsiasi evento, fatto e ricordo della vita di Billy, fin da quando era bambino. Questa è anche la parte preponderante del libro e sinceramente è quella che ho letto più velocemente. Ero totalmente assorbita dalla vita di Billy, ne ero affascinata, incuriosita e ammaliata. Proprio qui il lettore ha infatti la possibilità di conoscere tutte e 24 le personalità di Billy e nonostante i crimini commessi si empatizzerà con lui e si spererà non solo in una sua guarigione ma anche in una vita migliore.

La terza e ultima parte, Oltre la follia, descrive cos’è successo a Billy nel momento in cui degli incompetenti gli negheranno le cure.

Il 15 aprile 1982, alle undici di mattina, dopo due anni e mezzo passati in tre ospedali di massima sicurezza dello Stato dell’Ohio, Billy Milligan fu riportato ad Athens.

Una stanza piena di gente è, giustamente, un libro ricco di termini tipici della psicologia (es. nevrosi, psicosi, dissociazione, acting out, ansia da separazione…) che potrebbero non essere compresi appieno da chi non ha fatto studi di questo tipo.

Trovo che questo libro debba essere tra i libri consigliati proprio nelle facoltà universitarie di psicologia di tutto il mondo e parlo proprio in nome di laureata in tale disciplina. Sebbene io abbia studiato esclusivamente bambini e adolescenti penso che Una stanza piena di gente sia una fonte enorme di informazioni su un disturbo che a mio parere non viene considerato in modo appropriato. Lo dico perché io stessa ho avuto a che fare con un professore che quasi negava l’esistenza e l’importanza del disturbo dissociativo di identità e questo, nel 2018, è assurdo.

Lo stesso Milligan purtroppo non viene riconosciuto da tutti come una persona con tale disturbo e in conseguenza di ciò non solo non ha ricevuto (per un periodo di tempo) le cure adeguate ma è stato addirittura picchiato e insultato proprio da quelle persone che lo dovevano proteggere e che lo dovevano curare.

Ho provato molta, moltissima rabbia nel leggere tutto ciò. Lo Stato dapprima lo ha assolto dai crimini commessi per infermità mentale, dandogli la possibilità di essere curato da buoni professionisti, e poi, inspiegabilmente, proprio quando Milligan stava migliorando e aveva delle possibilità di vivere una vita degna e rispettabile, gli ha revocato tutto: i medici e chi credeva in lui e nella sua malattia; le cure e la possibilità di dipingere, valvola di sfogo nonché passione che gli permetteva di racimolare qualche soldo. In sostanza lo Stato gli ha tolto la dignità e la possibilità di avere una vita migliore.

Una stanza piena di gente di Daniel Keyes è un libro scritto divinamente.

Una storia che cattura il lettore dall’inizio alla fine.

Una fonte di informazione per chi vuole conoscere più approfonditamente il disturbo dissociativo dell’identità.

Un libro che mette in risalto il lato umano di chi ha un disturbo mentale da cui vuole guarire.

Un libro che denuncia la malasanità, l’ignoranza di giudici e soprattutto dei medici che dovrebbero tutelare la salute psicofisica dei propri pazienti ma che preferiscono farsi trasportare dal menefreghismo.

Quando si cerca di aiutare delle persone mentalmente disturbate, insisteva lei, bisogna mettere da parte i sentimenti di vendetta e preoccuparsi dell’individuo.

Una stanza piena di gente è un libro che deve essere letto almeno una volta nella vita.

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erigibbi

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