Eldest – Christopher Paolini: con il secondo volume del Ciclo dell’Eredità ci sono tre linee narrative parallele con protagonisti Eragon e Saphira, Roran e Nasuada

Eldest

eldestTITOLO: Eldest

AUTORE: Christopher Paolini

EDITORE: Rizzoli

PREZZO: € 7.90 cartaceo; € 6.99 e-book

 

RECENSIONE:

Salvata la città dei ribelli dall’assalto dell’esercito di Galbatorix, Eragon e Saphira si mettono in viaggio per raggiungere Ellesméra, la terra degli elfi, dove Eragon proseguirà il suo apprendistato nell’arte della magia e della spada.

Nel frattempo, Carvahall viene attaccata dai Ra’zac. Roran, il cugino di Eragon, convince gli abitanti del villaggio a fuggire con lui nel Surda per cercare l’aiuto dei Varden.

Dopo un lungo periodo d’addestramento con Oromis, l’ultimo Cavaliere, e il suo drago, Glaedr, Eragon ritorna dai Varden per aiutarli a fronteggiare l’esercito nemico.

Con Eldest, secondo volume del Ciclo dell’Eredità, ci ritroveremo a leggere in contemporanea tre linee narrative: la prima riguarda Eragon e Saphira e il loro addestramento ad Ellesmèra; la seconda riguarda Roran che dapprima combatte contro i Ra’zac per poi fuggire da Carvahall assieme a tutti gli abitanti per raggiungere i ribelli e infine abbiamo Nasuada, la nuova governatrice dei Varden.

Devo dire che all’inizio, quando mi sono ritrovata a leggere di Roran, la cosa mi aveva infastidito perché volevo saperne di più su Eragon e Saphira. Andando avanti con la lettura però Paolini è riuscito a catturarmi così tanto con le avventure di Roran che non volevo più interrompere questa linea narrativa.

In questo libro inoltre impareremo a conoscere meglio la cultura dei nani ma anche e soprattutto del popolo elfico, aspetto che mi ha molto affascinato.

Devo dire però che l’allenamento che Eragon ha fatto ad Ellesmèra alle lunghe mi ha annoiato. All’inizio l’ho trovato molto interessante ma credo che Paolini gli abbia dedicato troppo tempo e troppe pagine, dilungandosi troppo anche nelle descrizioni, troppo minuziose.

Un aspetto che ha invece smorzato i toni cupi e combattivi è stato la pena d’amore provata da entrambi i protagonisti principali, Eragon e Saphira: tutti e due sembravano due adolescenti alle prese con un amore non corrisposto. Qualche risata sotto i baffi me la sono fatta, sono sincera!

Credo comunque che questo libro sia meno interessante del primo volume anche se indubbiamente riesce a catturare il lettore ed incuriosirlo. Sembra anche che Paolini sia migliorato nell’esposizione e questo è più che comprensibile visto che Eldest è uscito 5 anni dopo Eragon. Sarebbe stato grave se non ci fosse stato nessun miglioramento a riguardo!

In sintesi, nonostante ci siano stati degli aspetti che non mi hanno fatto impazzire mi sento comunque di continuare a consigliarvi questa saga!

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A presto lettori,

erigibbi

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