Io prima di te – Jojo Moyes

TITOLO: Io prima di te

AUTORE: Jojo Moyes

EDITORE: Mondadori

PREZZO: € 13.00 cartaceo; € 7.99 e-book

 

RECENSIONE:

Louisa Clark ha ventisei anni, sta per perdere il lavoro come cameriera nella piccola località turistica dov’è nata e da cui non si è mai mossa: per la prima volta tutte le sue certezze saranno messe in discussione.

Will Traynor ha trentacinque anni, in seguito ad un grave incidente è diventato tetraplegico e non ha più nessuna voglia di vivere.

Lou irromperà nella monotonia di Will per cercare di rendere le sue giornate meno grigie e più variopinte, come i suoi abiti stravaganti che indossa quotidianamente.

Inizia sostanzialmente così Io prima di te, il libro di Jojo Moyes che ha riscosso un enorme successo tanto da diventare anche un film altrettanto famoso.

Avevo intenzione di leggere questo libro ben prima che diventasse così famoso e discusso. Ahimé, tra un libro e l’altro i mesi sono passati (come sempre) e solo qualche giorno fa ho avuto l’occasione di prenderlo in mano e dedicargli un po’ del mio tempo. Questo per dirvi che conoscevo molto bene la storia, ormai sfuggire agli spoiler era diventato pressoché impossibile, un po’ come con Game of Thrones per intenderci.

Per chi mi segue da un po’ sa che quello che sto per dire non è una novità: ho un’allergia per i romanzi rosa. Beh, sappiate che Io prima di te è stato l’unico romanzo rosa che mi ha fatto emozionare e che non mi ha fatto storcere il naso. Questo è probabilmente dovuto al fatto che la storia d’amore tra Lou e Will fa da contorno ad un tema molto importante e trattato quasi in ogni pagina: la disabilità e come questa viene vissuta da chi ce l’ha e da chi invece è normodotato.

Will soffre terribilmente per la sua condizione. Al di là del fatto che in un primo momento, prima dell’incidente, era un ragazzo molto attivo e sportivo, credo che chiunque persona tetraplegica possa soffrire terribilmente. Will è in una condizione in cui non può fare nulla senza l’aiuto di qualcuno, dipende in tutto e per tutto da una seconda persona; l’unica cosa funzionante è il cervello e il viso quindi perlomeno riesce a pensare e ad esprimere in parole quello che a cui pensa. Non si può pulire il naso, se ha prurito non può trovare sollievo autonomamente, non può avere un rapporto sessuale con la donna che ama, non può mangiare da solo, non può lavarsi. Capite bene che in una condizione del genere è difficilissimo trovare sollievo e trovare una ragione per vivere. Di conseguenza ho compreso benissimo il caratteraccio di Will, soprattutto all’inizio del libro: è un giovane uomo tremendamente infelice e questo ovviamente lo porta ad essere scontroso con chiunque. (Devo dire però che ho amato le sue risposte ironiche e taglianti!)

Ho adorato Lou fin dalle prime pagine: è allegra, spensierata e chiacchierona; mette allegria e voglia di sorridere alla vita. Ero spesso in pena per lei quando si sentiva inferiore rispetto alla sorella ma soprattutto mi arrabbiavo quando erano i genitori stessi a trattarla come se fosse realmente meno intelligente o addirittura quando la offendevano per il suo aspetto fisico o il suo modo di vestirsi.

Anche la famiglia di Will è ben lontana dalla famiglia perfetta.

So che è dura per lui, ma così distruggerà te e papà. Ne sono certa. Pensa a come vi sentireste! Pensa al clamore! Al tuo lavoro! Alla vostra reputazione! Lui deve saperlo. È egoista perfino a chiederlo.

Non posso fare altro che chiedermi: è veramente Will l’egoista?

Nessuno della sua famiglia mi stava particolarmente simpatico, ognuno per un motivo differente; ho cominciato però ad apprezzare ma soprattutto a cercare di capire un po’ di più la madre di Will quando ho letto cos’ha cercato di fare per provare a farlo stare meglio.

Fu soltanto quando riportammo a casa Will, una volta ristrutturata la dépendance, che riuscii a trovare un motivo per renderlo di nuovo bello. Dovevo dare a mio figlio qualcosa da guardare. Sentivo il bisogno di dirgli, silenziosamente, che le cose potevano cambiare, crescere o appassire, ma che la vita andava avanti. […] Non potevo farlo a voce, naturalmente – io e Will non siamo mai stati capaci di comunicare molto -, ma volevo dimostrarglielo. In un certo senso, la mia era una promessa silenziosa che esisteva un progetto più ampio, un futuro più luminoso.

Il punto fondamentale di questa storia è che noi, normodotati, non abbiamo nessun diritto di decidere per gli altri. Se un uomo a causa di una qualsiasi malattia o disturbo, genetico o non, non ha più la forza e la voglia di vivere, chi siamo noi per impedirglielo? In questo caso Will non può decidere nulla perché dipende in tutto e per tutto dagli altri i quali, la maggior parte delle volte, pensano di sapere cosa sia meglio per lui e decidono di conseguenza, senza nemmeno chiedere il parere del diretto interessato.

Chi ero io per dirgli come doveva desiderare di viverla?

Questo mi ha aperto gli occhi e credo possa farlo anche con voi.

Mi sono emozionata, mi sono commossa, ho pianto a dirotto, mi sono arrabbiata, sono scoppiata a ridere, ho cambiato il mio modo di vedere le cose. Se non avete letto Io prima di te, beh, fatelo e mi rivolgo soprattutto a voi, popolo maschile, che sicuramente sarete ancora più restii di me a leggere un romanzo “del genere” ma per una volta fidatevi e accettate il consiglio.

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Voi lo avete letto? Cosa ne pensate? Fatemi sapere!

Vi lascio il link dove potrete trovare tutte le recensioni che ho scritto finora: Recensioni Libri

A presto lettori,

erigibbi

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