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Storia del nuovo cognome di Elena Ferrante

August 21, 2017

Storia del nuovo cognome di Elena Ferrante

 

TITOLO: Storia del nuovo cognome (II vol. de L’amica geniale)

AUTORE: Elena Ferrante

EDITORE: Edizioni e/o

PREZZO: € 19.50 cartaceo; € 11.99 e-book

 

RECENSIONE:

Eccomi approdata al secondo volume de L’amica geniale di Elena Ferrante, Storia del nuovo cognome, in cui l’autrice affronta la giovinezza delle due protagoniste, Elena e Lila.

In questo secondo capitolo possiamo subito notare come le due amiche sono cambiate, sono cresciute, sono maturate. Lila è tornata dal viaggio di nozze, con lividi sul corpo che prima non le appartenevano; lividi che ora il marito, Stefano, non esita a provocare con le sue percosse. Elena cerca di allontanarsi sempre di più dal rione, da Napoli, dalla violenza e dall’ignoranza; si concentra sullo studio e riesce ad arrivare dove voleva: andrà a studiare a Pisa, lontano da tutto e da tutti, soprattutto lontana da Lila. O quasi.

Lila è sempre con lei: nei pensieri, nelle parole pronunciate, nei modi di fare e nei quaderni che le ha lasciato ma che non doveva leggere. Quaderni che contenevano tutta la loro vita vissuta, ricordi, fatti, pensieri, sentimenti. Quei quaderni contenevano Lila ed Elena sembra volersene liberare.

Poggiai la scatola sul parapetto, la spinsi piano, poco per volta, finché non cadde nel fiume quasi che fosse lei, Lila in persona, a precipitare, coi suoi pensieri, le parole, la cattiveria con cui restituiva a chiunque colpo su colpo, il suo modo di appropriarsi di me come faceva con ogni persona o cosa o evento o sapere che la sfiorasse.

Con questo gesto mi è sembrato che Elena non volesse più avere a che fare con quella che per tutti quegli anni è stata la sua nemica-amica; come se ora volesse crescere senza quella presenza costante che a volte la opprimeva, a volte le mancava.

Elena ormai ha imparato a conoscere Lila, i suoi modi di fare, li sa quasi a memoria, come se conoscesse meglio Lila che se stessa.

Quindi attaccava a dirmi della salumeria nuova e della vecchia e di piazza dei Martiri con la sua solita tecnica esaltatrice, apposta per farmi credere che erano luoghi dove accadevano cose meravigliose che, povera me, mi stavo perdendo.

Ma ormai conoscevo i suoi trucchi, stavo a sentire e non le credevo, anche se finivo sempre per essere ipnotizzata dall’energia con cui faceva da serva e da padrona.

Elena però pur crescendo, pur essendosi allontanata da Napoli ha ancora delle difficoltà da incontrare. Pisa è una città di studenti e di gente studiata, colta, che non sa solo quello che ha studiato sui libri ma sfoggia conoscenze sulla politica interna ed estera e sulle guerre; che sfoggia modi di comportarsi e di manifestare il proprio sapere con classe, eleganza. Elena ancora una volta si sente fuori luogo, si sente inadatta, insicura, si vede brutta, ha paura di non essere all’altezza, di sembrare ignorante.

Ma, pur facendo molti progressi, mi era rimasta la preoccupazione di non essere all’altezza, di dire cose sbagliate, di svelare quanto fossi ignorante e inesperta proprio nelle cose che erano note a tutti.

[…]

Avrei avuto sempre paura: paura di dire la frase sbagliata, di usare un tono eccessivo, di essere vestita in modo inadeguato, di rivelare sentimenti meschini, di non avere pensieri interessanti.

Lila dal canto suo è rimasta uguale: un’anima in pena. Ci mette tutta se stessa in un’attività, la porta avanti, dà il meglio di sè, sfrutta la sua intelligenza e poi, subito dopo, l’idillio svanisce, non sa più cosa vuole fare, cosa vuole ottenere.

Forse non lo sapeva nemmeno lei cosa voleva, sentiva solo che non riusciva a trovare pace.

Solo la sua amica, solo Elena sembra essere la sua certezza. Non importa se si stanno allontanando, non importa se non si cercano, se si amano e si odiano, se sono in conflitto quasi sempre, Elena per lei deve esserci, sempre.

«Anche se sei meglio di me, anche se sai più cose, non mi lasciare».

Storia del nuovo cognome è un libro dove le protagoniste cercano la loro identità; entrambe fanno esperienze molto diverse, spesso usano l’altra per sentirsi vive o per raggiungere i propri obiettivi; entrambe dovranno affrontare delle difficoltà ma tra le due quella che sembra realizzarsi, quella che sembra realizzare i propri sogni è Elena mentre Lila sembra soccombere di fronte agli eventi della vita che in qualche modo, volente o nolente, si è tirata addosso.

Questo libro mi è piaciuto leggermente meno rispetto a L’amica geniale, forse perché Elena e Lila hanno passato molto tempo separate e questo non mi piace. Sono cresciute assieme, questa saga è cresciuta con loro e quando sono distanti è come se mancasse qualcosa. Quando Elena si concentra su di sè, o viceversa, quando si concentra su Lila, a me manca l’altra, perché senza l’una l’altra non è nulla.

In ogni caso continuo a consigliarvi la serie de L’amica geniale; appena terminato il secondo volume, ho iniziato il terzo, giusto per rendervi l’idea!

«La storia è bella, una storia d’oggi molto ben articolata e scritta in modo sempre sorprendente; ma il punto non è questo: è la terza volta che leggo il suo libro e a ogni pagina c’è qualcosa di potente che non riesco a capire da dove viene».

Link Amazon: Storia del nuovo cognome di Elena Ferrante

Se vi siete persi la recensione del primo volume, clicatte su questo link: L’amica geniale di Elena Ferrante

Voi lo avete letto? Cosa ne pensate? Fatemi sapere!

A presto lettori,

erigibbi

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