erigibbi

RECENSIONE di Orange Is The New Black V stagione

July 3, 2017

Lettori oggi vi farò la recensione di Orange is the new black (V stagione), serie televisiva statunitense trasmessa su Netflix e ispirata alle memorie di Piper Kerman, Orange is the new black: my year in a women’s prison.

In questa stagione rivolta è la parola chiave. Le detenute sono riuscite ad avere il sopravvento sulle guardie, ora prigioniere, e mentre la maggior parte cerca di divertirsi in modi per lo più poco ortodossi, alcune detenute tentano di approfittarne per cercare di migliorare la loro situazione. Cibo migliore, lavoro e corsi veri, un controllo maggiore sulla salute e vendetta per Poussey, morta tragicamente nella scorsa stagione per mano di una guardia.

Se nella stagione precedente quello che si riscontrava era la violenza delle guardie nei confronti delle detenute (in molti, moltissimi casi violenza ingiustificata e non necessaria), in questa quinta stagione c’è stata la situazione opposta: sono le detenute ad essere violente con le guardie in ostaggio. Spesso mi è venuto in mente l’esperimento di Zimbardo, l’escalation della violenza era in ogni puntata sempre più alto e ovviamente non sto parlando solo di violenza fisica ma anche, e sopratutto, violenza psicologica.

Gli episodi dove potevamo vedere le detenute allestire concorsi sul talento (Litchfield’s Got Talent) o sniffare caffè a mio avviso non sono stati né inutili né noiosi. Secondo me hanno rispecchiato bene quello che effettivamente può accadere nel momento in cui le guardie non hanno nessun potere: ognuno prende e fa quel che vuole, si diverte come crede, senza regole, senza richiami. Di detenute come Taystee a mio avviso ne esistono poche, credo che la maggior parte siano come la maggioranza delle detenute del carcere di Litchfield. Vogliamo veramente pensare che un gruppo di persone (detenute o non) senza nessuna autorità che faccia rispettare le regole si autogestiscano in modo positivo e non violento? Questo non succede nemmeno al di fuori del carcere, figuriamoci in una prigione. Io sono contenta di aver visto questi episodi perché mi hanno fatto vedere un ulteriore aspetto dell’eventuale vita carceraria.

La commemorazione di Poussey è stata uno dei momenti migliori della stagione. Da amante dei libri non posso non amare quello che hanno fatto per ricordare, tra l’altro, il mio personaggio preferito. Sono sicura che a P. sarebbe piaciuto tantissimo quello che è stato creato in suo ricordo con i libri da lei tanto amati.

Non mi metterò a parlare e giudicare episodio per episodio altrimenti potrei fare un articolo lunghissimo. In generale questa stagione mi è piaciuta molto. Indubbiamente è molto diversa dalle prime ma credo sia giusto così. Non potevano fare cinque stagioni in cui semplicemente facevano vedere la vita in carcere senza avvenimenti particolari altrimenti dopo due, tre stagioni al massimo OITNB poteva concludersi. Vero che Piper è sempre più marginale, vero che le protagoniste sono moltissime ma questa serie-tv per me è stata vera e sincera dalla prima all’ultima puntata. Sicuramente non è una serie perfetta, ma credo che i suoi difetti siano ben sopportabili in vista di quella che è la serie nel suo insieme.

Voi avete visto questa stagione di OITNB? Cosa ne pensate? Fatemi sapere!

A presto lettori,

erigibbi

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