È ritornato Po, il solito panda maldestro, grasso e pigro ma anche un po’ più serio rispetto ai due episodi precedenti. Questa volta il compito è forse ancora più arduo: dovrà passare da allievo a maestro. Sì, questa sfida per Po è la più difficile, è un po’ come se chiedessero a me di non mangiare roba dolce per almeno 5 ore, cioè, scherziamo? Ma lui è evidentemente più bravo e più potente di me perché ce l’ha fatta!

Finalmente Po incontrerà il suo padre biologico, Li Shan, da cui apprenderà tutto ciò che significa essere “panda” ovvero mangiare, rotolare, mangiare e rotolare. Non è una vita meravigliosa? Spero di reincarnarmi in un panda.

Il cattivone è Kai, uno spirito maligno guerriero con le sembianze di uno yak; era un giovane e ambizioso guerriero, grande amico di Oogway tanto da essere considerato proprio da quest’ultimo come un fratello. La sua brama di potere però lo portò a tradire Oogway e a sviluppare una sua tecnica per impossessarsi del Chi degli altri (il Chi nella cultura cinese rappresenta l’energia interna di un essere umano, in questo caso animale). Kai evidentemente non ha tenuto abbastanza in considerazione gli insegnamenti del saggio Oogway:

The more you take, the less you have.

Dopo circa 500 anni di esilio nel Regno degli Spiriti dove fu bandito proprio da Oogway, Kai riesce a tornare nel regno dei mortali dopo essersi impadronito del Chi di Oogway per distruggere il ricordo di quest’ultimo e dominare sulla Cina.

Come sempre Kung Fu Panda è una fonte di insegnamenti meravigliosi ed importanti per i piccoli cuccioli di panda, scusate, per i piccoli bambini che si apprestano a guardare questo film d’animazione. L’identità, capire chi si è veramente, è un messaggio ricorrente e Po è sempre stato alla ricerca di se stesso oltre che delle sue vere radici (nel momento in cui ha quasi capito che un’oca non può essere suo padre). Un altro messaggio che viene sempre reso esplicito è credere in se stessi e nelle proprie capacità perché solo così si possono raggiungere i propri obiettivi, anche quelli che ci sembrano inarrivabili.

I bambini, così come gli adulti, e mi coinvolgo, hanno sempre, fin da subito, fin dal primo respiro, bisogno di una conferma da parte degli altri; hanno bisogno di sentirsi dire “bravo, ce l’hai fatta”, “continua così”, “sono sicuro che ce la farai”. I bambini sono i futuri adulti del domani e hanno bisogno di molta autostima per non soccombere nelle difficoltà quotidiane. Kung Fu Panda ricorda a questi bambini che hanno le capacità per fare tutto ciò che desiderano fare e che hanno le capacità di essere tutto ciò che desiderano essere. Kung Fu Panda ricorda gli stessi identici messaggi anche ai bambini di ieri che oggi sono già adulti.

If you only do what you can do, you will never be more than you are now.

Master Shifu

Voi avete visto questo film? Cosa ne pensate? Fatemi sapere con un bel commento!

A presto cinefili,

erigibbi

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