TITOLO: Come quando eravamo piccolicome quando eravamo piccoli

AUTORE: Jacopo Paliaga, French Carlomagno

EDITORE: Bao Publishing

PREZZO: € 16.00

RECENSIONE:

Lettori, questa è la prima volta che scrivo la recensione di una graphic novel quindi non so bene che punti toccare e di sicuro non dispongo di un linguaggio tecnico ma come sempre cercherò di fare del mio meglio.

In questa storia troviamo Pietro, creatore di una serie televisiva di successo che però pian piano si è allontanata dalla sua idea originale. Pietro sta passando un periodo della sua vita piuttosto complicato anche a causa della rottura con la sua fidanzata. Decide quindi di lasciare Hollywood e tornare in Italia per passare un po’ di tempo con la sorella e magari chissà, ritrovare l’ispirazione perduta che gli consentirebbe di scrivere un’altra sceneggiatura e dimenticare Sophie, il suo ex-amore.

Sebbene la storia possa sembrare banale (blocco dello scrittore + si è appena stati lasciati dalla ragazza) l’evoluzione, i dialoghi e i disegni hanno portato questa graphic novel ad essere un bel fumetto.

Tutti noi possiamo immedesimarci in Pietro: tutti noi, almeno una volta nella vita, ci siamo chiesti “e adesso?”; Pietro non solo si trova da solo, non solo si è lasciato con la fidanzata con cui stava da 5 anni ma non riesce più a scrivere, non riesce più a fare quello che è il suo lavoro. In mezzo a questo casino Pietro decide di tornare a casa, decide di tornare in Italia, decide di tornare da sua sorella. Questo tornare alle origini e toccare con mano la semplicità non solo della sorella ma anche della vita, lontano dallo sfarzo e dalle feste di Hollywood, mi è piaciuto. Il legame tra Pietro e la sorella è molto bello: è sincero, è spontaneo ed è amore pure.

Questo fumetto inoltre appartiene alla collana Le città viste dall’alto in cui c’è un occhio di riguardo per i paesaggi, l’ambientazione della storia, i luoghi. In alcune tavole ci sono stati dei dettagli che mi hanno fatto battere il cuore e luccicare gli occhi: all’inizio c’erano degli zoom sulle mani, quando Pietro e Becca si sono abbracciati l’attenzione veniva posta su come le loro mani si toccano o si sfioravano e l’ho trovato emozionante. Ho poi adorato le tavole in cui stava piovendo e lo zoom era posto sul terreno e sui cerchi concentrici che l’acqua formava sulla strada, insomma, sembrava stesse piovendo davvero! Mi sono poi piaciute la variazione della tonalità di colore utilizzata a seconda dei luoghi o dei tempi: cambiavano se Pietro pensava al passato, cambiavano quando Becca gli ha fatto vedere un vecchio filmato, cambiavano dal giorno alla notte, dalla cucina al bar… La cura per i dettagli era evidente.

Essendo Pietro uno sceneggiatore, il libro è stato suddiviso in episodi ad esempio 1×01 Pilot, quindi oltre al fatto che ci troviamo con 1×01, 1×02 ecc. il primo capitolo viene chiamato Pilot, io ragazzi l’ho trovato una genialata!

Per quanto riguarda i disegni, i personaggi non rientrano tra i miei gusti preferiti, come poetete vedere dall’immagine di copertina sono un po’ squadrati; io tendo a preferire forme arrotondate ma questo è semplicemente gusto personale, sono comunque ben fatti. Anche i colori non rientrano tra le mie tonalità preferite, per i miei gusti sono troppo “smorti”, come se fossero opacizzati ma con la storia narrata vanno molto bene, soprattutto quando la tavola è principalmente incentrata sull’ambiente, in questi casi infatti danno un tocco di veridicità in più.

I personaggi inoltre, sono bene caratterizzati, possiamo empatizzare con loro, condividere le loro gioie o tristezze o paure.

In sostanza, vi consiglio questo fumetto; si tratta di una bella storia, non banale e scontata; potete immedesimarvi nei personaggi se state passando una crisi esistenziale o d’amore ma anche se non la state passando ora e l’avete passata in futuro. Anche chi sta pacificamente con la propria metà e non ha nessuna crisi d’identità può leggere questo fumetto che tra l’altro a volte mi ha fatto anche sorridere, insomma, non è che sia noioso o deprimente eh!

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Bene lettori, cosa dite di questa mia prima recensione di una graphic novel? Voi l’avete letta? Vi ispira? Fatemi sapere!

A presto lettori,

erigibbi

©

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