RECENSIONE: Il passo in più di Francesco Pierucci

TITOLO: Il passo in piùil-passo-in-piu

AUTORE: Francesco Pierucci

EDITORE: Nulla Die

GENERE: Narrativa

PUBBLICAZIONE: 2017

PREZZO: € 16.00 cartaceo

PAGINE: 220 p.

Prime righe:

Parlami di te, ti prego, perché di me non so parlare.
Narrami della vita trasparente di cui non sono a conoscenza, illuminami riguardo la morte oscura che ci attende, ma per favore non fare domande. Rispetta il mio silenzio. Non mi giudicare.

SINOSSI:

Dopo il successo del suo primo romanzo “Il passo in più”, uno scrittore non riesce più a ritrovare l’ispirazione. Decide così di partire per un disperato viaggio on the road con la sua fidata Underwood Standard in cerca della creatività perduta. Durante il percorso a bordo della sua auto sgangherata incontrerà suo malgrado una serie di personaggi decisamente grotteschi tra cui uno sceneggiatore obeso, un falacrofobico con manie di grandezza e una pescivendola napoletana senza scrupoli. Tra fughe, risate, arresti e incidenti di ogni tipo, il protagonista vivrà un’avventura surreale dalle forti tinte cinematografiche che sarà difficile dimenticare.

RECENSIONE:

Volevo subito ringraziare Francesco Pierucci per avermi contattata e per avermi poi inviato il suo libro. Sono sempre molto felice quando un autore mi contatta e lo sono ancora di più quando il libro che leggo è anche bello.

Il protagonista di questo libro sta passando fin dall’inizio un momento difficile: dopo aver conosciuto un po’ di fama grazie al suo romanzo, si ritrova costantemente disperato perché non ha idee per il suo nuovo libro. Anzi no, le idee ce le ha, ma poi quando arriva l’ora di metterle su carta, PUF, il foglio rimane bianco; ci sono anche quelle volte in cui nel foglio qualche riga nera c’è ma niente di che, quelle righe non sono nulla, di sicuro non sono le basi per un nuovo romanzo. L’unica scelta, presa tra la consapevolezza e l’incoscienza, è il viaggio; è prendere quella macchina (mai guidata da quando ha preso la patente, e da allora saranno passati una decina d’anni) e andare via. Dove? Non si sa. Dove capita. Tanto lo sappiamo che non è importante la meta ma il viaggio stesso, no? (Lo ha detto sicuramente qualcuno di importante e saggio, non è di sicuro farina del mio sacco!).

In questo viaggio on the road il nostro scrittore e la sua Underwood Standard (per la cronaca, le macchine da scrivere mi affascinano dall’asilo, ho sempre sognato di possederne una!) inconteranno dei personaggi al limite dell’incredibile. Una pescivendola probabilmente assassina (non solo di animali), uno sceneggiatore sconosciuto famosissimo che ha messo in serio pericolo gli amortizzatori della macchina del nostro amico scrittore, due poliziotti neri un po’ razzisti, due criminali che forse di male non hanno fatto poi molto, un nano falacrofobico (cioè ha paura delle calvizie) e altra gente fobica da far paura (l’avete capita?? cioè GIVE ME FIVE BRO’!) e probabilmente qualche altro pazzo che non ricordo!

Si tratta di un viaggio al limite dell’assurdo, più volte mi è infatti venuto in mente il Teatro dell’Assurdo, in cui però ogni persona incontrata, seppur stravagante ai limiti dell’immaginabile, ha dato e ha avuto un peso nel libro e soprattutto per il protagonista nonché per il suo viaggio di crescita e formazione. Il blocco dello scrittore, la sindrome da foglio bianco, credo sia abbastanza conosciuto come problema che affligge appunto questa categoria di persone. Di certo io, non essendo una scrittrice, non so cosa possa significare. Dicono esista anche il blocco del lettore, e io, pur essendo una lettrice da mooolti anni, non sono mai stata colpita nemmeno da questa sindrome per cui anche qua, consigli non ne posso dare. Credo però che da lettrice, se ti viene la sindrome inerente, non ci siano poi molti problemi; da parte di uno scrittore, che ha fatto un contratto con una casa editrice che si aspetta e pretende che tu scriva un tot di libri in un tot di anni, beh credo che di problemi ce ne siano parecchi se vieni colpito da questa sindrome. Credo che il metodo adottato dal nostro protagonista sia un buon metodo. Prendere, lasciare a casa il cellulare, andare dove capita, beh, è un’ottima cosa. Non sai cosa ti può succedere e questo può comportare problemi d’ansia ma, anche se il blocco dello scrittore poi non dovesse passare, almeno per la durata del viaggio te la sei goduta. Hai visto posti che non avresti mai potuto vedere se fossi rimasto a casa ad autocommiserarti; hai conosciuto gente che non avresti mai potuto incontrare se fossi rimasto a casa a piangerti addosso; hai fatto delle esperienze e vissuto delle avventure che non avresti mai potuto immaginare se fossi rimasto a casa a pensare che non hai la fantasia sufficiente per creare un nuovo libro. Se alla fine, questo viaggio non ha portato al superamento del blocco dello scrittore, chi se ne frega? (a parte la casa editrice, certo) Hai visto, hai conosciuto, hai vissuto. Sei stato bene, o perlomeno sei stato meglio di quanto non saresti stato a casa, circondato da quattro mura che a volte sono la nostra prigione. Hai tutto da guadagnarci da questo viaggio e non hai perso nulla.

Si tratta sicuramente di una storia inverosimile, assurda è il termine più appropriato; dubito fortemente che si possa affrontare un’avventura del genere ed incontare personaggi così MA questo non ha minimamente intaccato il libro, anzi, è probabilmente il suo pregio maggiore. Alla fine si tratta di una storia profonda, un viaggio interiore di consapevolezza, ma l’assurdità, la comicità delle situazioni e dei personaggi ha dato quel tocco in più al libro. Anche tragicomico difatti è un aggettivo appropriato per il libro. La situazione era abbastanza seria, i problemi c’erano, ma ho avuto il sorriso sulle labbra dall’inizio alla fine (a parte in qualche rara occasione in cui il racconto era particolarmente triste) e questo mi è piaciuto molto. Ovviamente l’autore è riuscito a scrivere un buon libro, una buona storia anche per il suo stile, molto scorrevole, semplice ma non troppo.

Vi consiglio assolutamente questo libro sia se state passando la sindrome da blocco dello scrittore sia se non la state passando. È una bella storia ragazzi, sul serio.

Voto: 5 su 5

Se siete interessati all’acquisto del libro o a scoprirne qualcosa in più vi lascio il link: Il passo in più

Bene ragazzi, cosa dite di questa recensione? Pensate di leggere questo libro? Fatemi sapere!

A presto viaggiatori

eri gibbi

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