RECENSIONE FILM: The Theory of Everything

TITOLO: The Theory of Everything (La Teoria del Tutto)filmposter1_thetheoryofeverything

ANNO: 2014

DURATA: 123 minuti

GENERE: biografico, drammatico, sentimentale

REGIA: James Marsh

DISTRIBUZIONE: Universal Pictures

INTERPRETI & PERSONAGGI:

Eddie Redmayne: Stephen Hawking

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Felicity Jones: Jane Wilde Hawking

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Maxine Peake: Elaine Mason

Charlie Cox: Jonathan Hellyer Jones

Emily Watson: Beryl Wilde

Guy Oliver-Watts: George Wilde

David Thewlis: Dennis William Sciama

Harry Lloyd: Brian

Simon McBurney: Frank Hawking

Abigail Crutenden: Isabel Hawking

Charlotte Hope: Philippa Hawking

Lucy Chappell: Mary Hawking

Christian McKay: Roger Penrose

Enzo Cilenti: Kip Thorne

Alice Orr-Ewing: Diana King

Georg Nikoloff: Isaak Markovich Khalatnikov

Thomas Morrison: Carter

Michael Marcus: Ellis

Gruffudd Glyn: Rees

Simon Chandler: John Taylor

Tom Prior: Robert Hawking

TRAMA:

La teoria del tutto racconta la storia del più grande e celebrato fisico della nostra epoca, Stephen Hawking, e di Jane Wilde, la studentessa di Arte di cui si è innamorato mentre studiavano insieme a Cambridge negli anni 60. All’età di 21 anni, Stephen Hawking, brillante studente di cosmologia, è stato colpito da una malattia terminale per la quale, secondo le diagnosi dei medici, gli sarebbero rimasti 2 anni di vita. Stimolato però all’amore della sua compagna di studi a Cambridge, Jane Wilde, arrivò ad essere chiamato il successore di Einstein, oltre a diventare un marito e un padre dei loro tre figli. Durante il loro matrimonio allo stesso modo in cui il corpo di Stephen si indeboliva, dall’altro lato la sua fama accademica saliva alle stelle.

RECENSIONE:

Buona domenica ragazzi!! Settimana scorsa io e BB abbiamo FINALMENTE guardato The Theory of Everything e che meraviglia! Partiamo dal presupposto che AMO follemente Eddie Redmayne, penso sia uno degli attori più bravi degli ultimi anni, e se so che in un film c’è lui, beh, devo semplicemente guardarlo. A prescindere da questo, questo film l’avrei visto comunque. Se conosco Stephen Hawking è grazie a The Big Bang Theory, lo ammetto, e da lì mi ha sempre colpito per la sua capacità di prendersi in giro e l’autoironia in una situazione delicata come la sua, beh, tanto di cappello, è una capacità che ammiro moltissimo. Fin dalla prima scena ho colto la capacità di Eddie Redmayne nell’interpretare così bene un ruolo così complicato. La sua capacità di tenere la testa inclinata e di guardare dal basso verso l’alto Jane, interpretata da una bravissima Felicity Jones; tenere le dita delle mani piegate in modo poco naturale; strascicare i piedi durante la camminata o durante una giravolta. Tutti dettagli perfettamente curati che mi hanno fatto ripetere WOW in loop. Con la scoperta e l’evolversi della malattia, le cose sono solo che migliorate, non per Stephen, certo. Eddie ha cominciato a tenere un lato della bocca inclinato verso il basso, ha cominciato a parlare sempre peggio (e non nel senso che recitava da schifo!), le dita delle mani si sono chiuse ancora di più su se stesse, i piedi hanno cominciato ad andare verso l’interno. Mi sono veramente chiesta come ha fatto a camminare in quel modo; nel senso, lo si può anche fare, ma quante volte avrà provato? Quante scene avrà girato? Quanti minuti avrà passato in quel modo? E quindi mi chiedo, non ha cominciato ad avvertire dolore ad un certo punto?? Anche qui, a prescindere dal dolore provato o meno, tanto di cappello. Lo Stephen Hawking che emerge è proprio quello reale che vediamo in The Big Bang Theory: uno Stephen autoironico, sia prima che dopo la malattia. Certamente, i momenti neri li ha passati anche lui, d’altronde quando a 21 anni ti viene diagnosticata una malattia e soli 2 anni da vivere, direi che qualsiasi persona normale avrebbe passato momenti neri. Credo che a salvarlo sia stato dapprima Jane e poi ANCHE la sua autoironia. I momenti neri non ce li ha avuto solo all’inizio, ma anche durante, spesso quando la malattia progrediva ma poi, anche lì, dopo un momento no, ce n’erano due di “chissenegrefa”. Quando Jane gli presenta la sedia a rotelle, la sua prima sedia a rotelle, perché ormai a camminare proprio non ce la fa, nel momento in cui lui accetta quella sedia a rotelle e ci si siede sopra, questo è quello che succede:

Stephen: This is temporary.

Jane: Of course.

Capite?? Ancora ha voglia di scherzare, di sdramatizzare, quando quello che avrei probabilmente voluto fare io in una situazione del genere sarebbe stato arrendersi.

Faccio un passo indietro per parlare di Jane. Il film inizia sostanzialmente con una scena di una festa a casa di qualcuno, festa popolata sostanzialmente da ragazzi nerd, in cui partecipa anche Jane portata da un’amica e subito lei e Stephen si notano. Sarà Stephen ad avvicinarsi a lei, con fare timido ed impacciato ma allo stesso tempo sicuro di sè, e con questo non intendo dire che Stephen se la tira, ma è proprio sicuro di chi è, della sua identità e subito capiamo, quando si mettono a parlare di cosa studiano, di che tipo di persone abbiamo di fronte:

Stephen: I’m a cosmologist.

Jane: What’s that?

Stephen: It’s a kind of religion for intelligent atheists.

E glielo dice alla ragazza di cui è praticamente già innamorato e che è cattolica convinta! Questo è Stephen e questa è Jane. Jane è colei che ha deciso di stargli accanto fin dal primo momento anche se lui con la fede, con Dio, non ne voleva sapere nulla; Jane è colei che ha deciso di stargli accanto quando lui l’ha tenuta fuori, l’ha chiusa fuori dalla sua vita subito dopo la scoperta della malattia; Jane è colei che ha deciso di stargli accanto e di sposarlo anche quando le cose per lui hanno cominciato ad andare male; Jane è colei che l’ha sempre amato, nonostante tutto. Jane è stata l’ancora di salvezza di Stephen, subito dopo seguita dal suo amore per la fisica, per la conoscenza, per il sapere.

Vorrei concludere questa recensione con una frase che Stephen disse di fronte ad un pubblico di studenti verso la fine del film:

Where there is life, there is hope.

Voto attori: 9.5 su 10 (spicca Eddie Radmayne)

Voto grafica/effetti speciali: 7.5 su 10

Voto trama: 9 su 10

Voto finale: 9 su 10

Cosa pensate di questo film? Lo avete visto? Lo guarderete? Fatemi sapere!

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A presto cinefili

eri gibbi

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5 Replies to “RECENSIONE FILM: The Theory of Everything

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