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RECENSIONE: TERRE DESOLATE (La Torre Nera) di Stephen King

September 17, 2016

TITOLO: Terre Desolate (La Torre Nera)246978886836hig_10_227x349_exact

AUTORE: Stephen King

GENERE: Fantasy

PUBBLICAZIONE: Agosto 1991

PAGINE: 438

Prima riga: Era la sua terza volta con pallottole vere…e la sua prima volta estrando […]

Trama: (ATTENZIONE SPOILER!!!)

Terre Desolate riprende la storia dei nostri tre amici (Rolanda, Eddie e Susannah) nel Medio-Mondo qualche mese dopo il duello davanti all’ultima porta sulla spiaggia. Si sono spostati per un certo tratto nell’entroterra. Il periodo di riposo sta giungengo a conclusione ed è cominciato un periodo di apprendimento. Susannah sta imparando a sparare, Eddie sta imparando ad intagliare (o meglio, sta solo ricordando come fare) e Roland, beh, Roland sta imparando che cosa si prova a perdere la mente, un pezzo alla volta.

Dopo aver ucciso un orso gigantesco, i tre, seguendo le sue tracce, trovano il Sentiero del Vettore. I Vettori che uniscono tra di loro i Dodici Portali disposti ai confini del Medio-Mondo sono sei. Nel punto in cui tutte le linee diametrali si intersecano, al centro del mondo di Roland, forse al centro di tutti i mondi, il pistolero è certo che lui e i suoi amici troveranno la Torre Nera. In un cerchio parlante non lontano dal Portale dell’Orso sopraggiunge finalmente il terzo (vero) personaggio della Chiamata. Jake ritorna al Medio-Mondo in conclusione di un periglioso rito. Poco dopo il gruppo diventa un quintetto quando Jake fa amicizia con un bimbolo: un incrocio tra un tasso, un procione e un cane con una limitata capacità di parola. Jake lo chiamerà Oy.

I pellegrini verranno condotti, tramite il Vettore, verso Lud, un luogo di ruderi urbani dove i Pube e i Grigi, superstiti degenerati di due antiche fazioni, perpetuano la vestigia di un vecchio conflitto. Prima di giungere alla città però passano per un borgo, Crocefiume, dove vivono ancora alcuni degli antichi abitanti i quali, riconoscendo Roland come un superstite dei tempi che furono, prima che il mondo andasse avanti, rendono onore a lui e ai suoi compagni. Sono questi vecchi a rivelare al gruppo l’esistenza di un treno monorotaia che ancora parte da Lud per inoltrarsi nelle Terre Desolate lungo la Via del Vettore, in direzione della Torre Nera.

Jake ne è spaventato ma non del tutto sorpreso perché prima di lasciare New York si è procurato due volumetti in una libreria gestita da un uomo con un nome che calza a pennello: Calvin Torre. Uno è un libro di indovinelli a cui mancano le pagine delle risposte e l’altro, Charlie Ciu-ciu, è un racconto che narra di un treno. Sembra un racconto divertente ma Jake vede in Charlie qualcosa di poco rassicurante, qualcosa che fa paura. E Roland sa qualcosa di più: nella Lingua Eccelsa del suo mondo, char significa morte. Prima che i viaggiatori riprendano il cammino, Zia Talitha, matriarca di Crocefiume, regala a Roland una croce d’argento.

Ormai in prossimità di Lud, il gruppo trova un aereo del nostro mondo, un caccia tedesco degli anni ’30 nel cui abitacolo c’è il cadavere mummificato di un gigante, quasi certamente David Quick, leggendario fuorilegge.

Durante l’attraversamento di un ponte pericolante sul fiume Send, un incidente per poco non costa la vita a Jake ed Oy. Così, mentre Roland, Eddie e Susannah sono distratti da questo precipitare di eventi, sul gruppo si abbatte Gasher, un bandito in fin di vita e molto pericoloso. Gasher rapisce Jake e scende nel sottosuolo per andare a consegnarlo a Tick-Tock, ultimo condottiero dei Grigi. Il vero nome di Tick-Tock è Andrew Quick: pronipote dell’uomo morto a bordo dell’aereo.

Mentre Roland, aiutato da Oy, si getta all’inseguimento di Jake, Eddie e Susannah trovano la Culla di Lud, dove veglia Blaine il Mono. Blaine è l’ultimo residuo terrestre dell’imponente sistema computerizzato nascosto nelle viscere della città di Lud. Promette ai viaggiatori di portarli al capolinea della monorotaia se sapranno risolvere il suo quesito; in caso contrario, darà loro un passaggio fino ad un altro capolinea: la morte.

Nel frattempo Roland salva Jake. Dà Tick-Tock per morto, sbagliandosi. Semiaccecatto e orribilmente straziato in viso, Andrew Quick è sottratto alla morte da un uomo che si fa chiamare Richard Fannin. Fannin in realtà è lo Straniero Senza Età, il demone contro il quale Roland è stato messo in guardia da Walter.

Roland, Jake e Oy si ritrovano con Eddie e Susannah nella Culla di Lud e qui Susannah, con un piccolo aiuto da parte di Detta Walker, riesce a risolvere l’enigma di Blaine. Ottengono così l’autorizzazione a salire sul monorotaia, ignorando per necessità i terrorizzati avvertimenti di quel tanto di coscienza di Blaine che è ancora razionale, ma fatalmente indebolita, solo per scoprire che Blaine ha intenzione di annientare se stesso con tutto il proprio carico.

C’è una sola possibilità di sopravvivenza: la passione di Blaine per gli indovinelli. Roland propone al treno un accordo disperato. Ed è con questa proposta che termina Terre Desolate.

Beh che dire, F-A-N-T-A-S-T-I-C-O! Questo libro è chiaramente firmato Stephen King più degli altri. L’autore ha fatto sentire più volte la sua vena horror, la sua voglia di far morire di angoscia ed ansia il lettore, soprattutto con Blaine che è terrorizzante perché è pazzo, è completamente imprevedibile e qualsiasi risposta non data, qualsiasi risposta formulata, qualsiasi pausa, qualsiasi atto impulsivo può provocare in lui la pazzia. E sappiamo, sappiamo benissimo che potrebbe uccidere tutti in un attimo.

Poi c’è Oy. Io amo Oy. Sarà che quando qualcuno inserisce in un libro un animale come protagonista (se non lo avete capito, Oy ormai fa parte del Ka-tet) io mi sciolgo. Mi duole dirvi che per me possono anche morire tutti ma non Oy! Ovviamente se muore qualcuno mi dispererò però Oy è un elemento fantastico, è dotato di incredibile intelletto perché anche se non sa parlare compiutamente (pronuncia solo le ultime lettere delle parole) sa comprendere perfettamente tutto quello che gli viene detto. E vogliamo parlare di quei suoi occhioni dorati? Sono innamorata. Inutile dirvi che ho pianto quando ha rischiato di morire..

Roland sta cominciando a sbloccarsi, soprattutto alla fine riesce a sorridere, abbraccia Jake cioè ragazzi questo ha fatto passi da giganti da un libro all’altro! E finalmente direi!

Eddie lo amo. L’ho apprezzato fin da subito perché anche se era un drogato non aveva poi tutte lui le responsabilità con quel fratello testa di cazzo con cui si è ritrovato. E poi lui è il sarcasmo fatto a persona, riesce a sdramatizzare nelle situazioni più impensabili e ovviamente nessuno riesce a capirlo, se non noi lettori! O forse solo io!

Susannah è forte, forte psicologicamente ma anche fisicamente (vi ricordo che è senza gambe ma è riuscita a battere Eddie salendo una scalinata con non pochi gradini). Non lo so bene come descriverla perché Suze è tante cose e non oso immaginare quanto potente può diventare adesso che ha un bambino in grembo da difendere, quanto più forte potrà lottare contro tutte le minacce di morte che si presenteranno.

Jake è Jake. Nei suoi confronti mi sento un po’ come Roland: ero diffidente all’inizio, ma ha salvato Roland e gli sono stata debitrice, poi è stato ucciso per un mancato aiuto di Roland e mi è dispiaciuto molto ma poi mi è passata la sua mancanza: è morto? Amen, effetti collaterali, Roland deve arrivare alla Torre. Poi si scopre che è ancora vivo nel suo mondo, comincia ad avere problemi di memoria come Roland, dopodiché arriva nel Medio-Mondo con tutti gli altri, fa parte del Ka-tet e porca miseria Gasher se mi vieni appresso ti spacco io la tua già brutta faccia per averlo picchiato in quel modo. Insomma, Jake è Jake ed è molto più di un bambino.

“Ka-tet è il luogo dove molte vite sono unite insieme dal destino.”

“Forse sarebbe più facile se passassimo alla larga”, propone Susannah. […] “Lo sarebbe. Ma noi non lo faremo. Deviare è una brutta abitudine nella quale si scivola troppo spesso.”

eri gibbi

One Comment

  • erigibbi October 6, 2016 at 3:09 pm

    Grazie Diletta per il like! Hai letto anche tu questo libro?

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