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RECENSIONE: LA CHIAMATA DEI TRE (La Torre Nera) di Stephen King

August 13, 2016

TITOLO: La chiamata dei tre (La Torre Nera) la chiamata dei tre

AUTORE: Stephen King

GENERE: Fantasy

PUBBLICAZIONE: Maggio 1987

PAGINE: 345

Prima riga: Il pistolero si destò da un sogno confuso dominato da un’unica immagine […]

Trama: (ATTENZIONE SPOILER!!!)

Questo secondo volume ha inizio davanti alla risacca del Mare Occidentale non molto dopo la conclusione del duello fra Roland e Walter. Il pistolero, esausto, si sveglia nel cuore della notte scoprendo che l’alta marea ha portato con sé un’orda di famelici crostacei, le aramostre. Prima di riuscire a sottrarsi dal loro raggio d’azione, Roland viene gravemente ferito da quelle creature, che gli strappano indice e medio della mano destra. Intossicato dal veleno delle aramostre, riprende il suo viaggio verso nord lungo la spiaggia del Mare Occidentale in condizioni sempre più precarie, quasi in procinto di morire.

Sulla spiaggia trova, in tempi diversi, tre diverse porte solitarie, ciascuna delle quali si apre, esclusivamente per Roland, sul nostro mondo e per la precisione sulla città in cui visse Jake, New York. Roland visita New York in tre momenti diversi, sia perché impegnato nello sforzo di salvarsi la vita sia per trovare le tre persone che lo devono accompagnare nel suo viaggio verso la Torre.

Eddie Dean è Il Prigioniero, un eroinomane della New York di fine anni ’80. Roland attraverso la porta entra nella mente di Eddie nel momento in cui costui, corriere della droga al servizio di un certo Balazar, sta atterrando all’aereoporto. Nel corso dell’avventura che vivono insieme, Roland riesce a procurarsi un piccolo quantitativo di penicillina utile ad aggredire la sua infezione, dopodiché riesce a portare Eddie nel proprio mondo.

La seconda porta conduce Roland alla Signora delle Ombre, nel cui corpo abitano due donne. Questa volta Roland si ritrova nella New York dei primi anni ’60 faccia a faccia con una combattente per i diritti civili Odetta Holmes, una giovane donna costretta su una sedia a rotelle. La donna celata in Odetta è l’astuta e astiosa Detta Walker. L’arrivo di questa duplice donna nel mondo di Roland costituisce un nuovo pericolo sia per Eddie che per il pistolero, ancora malato.

La terza porta conduce al La Morte. Jack Mort, pluriomocida, è stato per due volte responsibali di mutamenti profondi nella vita di Odetta Holmes/Detta Walker, ma nessuno dei due lo sa. Quando era ancora bambina, Mort le aveva lasciato cadere sulla testa un mattone che l’aveva mandata in coma e aveva anche provocato la nascita di Detta Walker. Anni dopo, Mort incontra di nuovo Odetta e la spinge sotto le ruote di un convoglio della metropolitana. Odetta sopravvive anche questa volta a Mort, ma a un duro prezzo: il treno le ha tranciato entrambe le gambe all’altezza delle ginocchia. Roland apprende che Mort potrebbe essere al centro di un altro mistero, un mistero che è anche un paradosso dei più laceranti per la mente razionale. Infatti  la vittima alla quale Mort sta tendendo l’agguato nel momento in cui Roland entra nella sua vita/mente altri non è che Jake, il ragazzo che ha trovato alla stazione di posta e che ha perso sotto le montagne.

Nonostante questo sviluppo sconcertante, la chiamata dei tre si risolve con successo per Roland. Eddie accetta il suo posto nel mondo di Roland perché si è innamorato della Signora delle Ombre. Odetta Holmes e Detta Walker sono spinte a riunirsi in una sola personalità in cui si fondono elementi dell’una e dell’altra, quando Roland riesce finalmente a costringere le due identità a prendere reciproca coscienza. L’ibrido che ne scaturisce, Susannah, è in grado di accettare e contraccambiare l’affetto di Eddie. Jack Mort muore sotto le ruote dello stesso convoglio della metropolitana che quindici o sedici anni prima aveva strappato le gambe ad Odetta.

Questo libro è decisamente diverso dal primo e se alcuni di voi fossero titubanti dopo la lettura del primo, questo di sicuro vi fa cambiare idea. Il libro è molto scorrevole, non c’è la complicanza di linguaggio o delle frasi che si poteva riscontrare nel primo libro. Oltre a questo, la trama è accattivante. L’ho letto in pochissimo tempo perché ogni minuto libero che avevo a disposizione lo utilizzavo anche per leggermi solo una pagina pur di andare avanti e scoprire cosa succedeva ai personaggi. Eddie è forse il protagonista di questo libro. E’ un personaggio ben costruito, con la battuta pronta, pronto anche a prendere l’iniziativa, pronto a difendere Roland quando ancora non lo conosceva, pronto ad ucciderlo con o senza un’arma come mezzo. Eddie è spontaneo, è un ragazzo in difficoltà per colpa di una famiglia che non l’ha saputo Sorvegliare come doveva fare, che non ha saputo apprezzare le sue numerevoli qualità (che si scopriranno nel terzo libro), abbandonato al fratello maggiore quando la madre lavorava. Odetta è un altro personaggio incantevole, sono rimasta affascinata dall’eleganza e dalla dolcezza non smielosa di questa donna per non parlare della duplice personalità. Il linguaggio particolare, a volte incomprensibile che King ha inventato per Detta Walker è stato formidabile, un’idea geniale. Quando ho letto che Odetta non poteva camminare ho pensato ‘ma veramente? una dei tre sarà lei? come faranno?’ ero in crisi! E lo sono ancora! Però veramente questa è stata un’altra idea geniale a mio parere. Ho letto un sacco di libri, veramente tanti, e mai, in nessun libro c’era un protagonista che doveva macinarsi chilometri infiniti senza le gambe. Che poi, non si tratta solo di essere senza gambe ma ora come ora sono anche senza macchina, e lo saranno sempre immagino visto l’epoca in cui si trovano, ora come ora non hanno nemmeno un cavallo o un asino e devono percorrere veramente un sacco di chilometri al giorno. Io soffrivo con Eddie quando leggevo della fatica che doveva fare per trasportare Susannah. Roland è Roland. E’ freddo ma con un cuore. Probabilmente il cuore si è raffreddato nel corso degli anni, per tutte le perdite che ha dovuto subire, dai suoi amici alla persona che amava. Si sta affezionando ad Eddie e a Susannah, vuole loro del bene, ma si capisce anche che se dovesse sacrificarli per la Torre, lo farà. Spero vivamente che questo non accada. Spero che nessuno dei tre muoia, ma conoscendo King, vedendo gli sprazzi di genio che ha avuto in questo secondo libro, niente è scontato.

“Hai visto, ‘Cimi? Per ogni madre che ha imprecato per il figlio morto nella strada, per ogni padre che ha maledetto l’uomo che lo ha allontanato dalla fabbrica lasciandolo senza lavoro, per ogni figlio nato per soffrire e chiedersi perché, questa è la risposta. La nostra vita è come questi castelli che costruisco. Certe volte cadono per una ragione, certe altre cadono per nessuna ragione al mondo.”

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